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Amminoacidi ramificati e sport, che relazione c’è?

Amminoacidi ramificati e sport, che relazione c’è?

Oggi andiamo ad indagare sugli amminoacidi ramificati, scopriamo assieme cosa sono, che ruolo assumono nel nostro organismo e perché sono conosciuti.

Cosa sono?

Come abbiamo già visto nell’articolo dedicato agli amminoacidi in cui l’argomento è stato trattato in generale, queste molecole vanno a costituire l‘unità fondamentale delle proteine e sono classificabili in 2 diversi gruppi: gli amminoacidi essenziali e non essenziali.

Gli amminoacidi ramificati appartengono al gruppo di quelli essenziali, e in quanto tali il nostro corpo non è in grado di produrli in quantità sufficienti e per questo devono essere introdotti dall’esterno.

Gli amminoacidi ramificati (conosciuti anche come amminoacidi a catena ramificata, il cui acronimo inglese spesso utilizzato è BCAA = Branched-Chain Amino Acid) contano solo tre molecole:

– Leucina
– Isoleucina
– Valina

Vengono detti ramificati perché la loro struttura forma delle ramificazioni e costituiscono il 35% degli amminoacidi essenziali presenti nel tessuto muscolare.

L’organismo dell’uomo è in grado di metabolizzare questi composti solo all’interno del muscolo scheletrico e non anche nel fegato come tutti gli altri amminoacidi, grazie alla presenza di uno specifico enzima, che appunto non è presente nell’organo epatico.

Osserviamone le funzioni

1) Sostengono la produzione di energia poiché permettono la formazione di nuovi mitocondri, quegli organelli cellulari atti alla produzione di energia appunto.

Ac-Ag12) Servono a rafforzare il sistema immunitario poiché aiutano nella produzione di citochine, proteine coinvolte nella risposta immunitaria, e a recuperare globuli bianchi.

3) Favoriscono la rigenerazione del fegato quando parte di esso viene asportato e impediscono l’accumulo di eccessive quantità di grasso all’interno di quest’organo, situazione che a volte può diventare patologica.

4) Una delle principali vie mediante la quale gli amminoacidi ramificati prevengono l’invecchiamento e favoriscono il miglioramento della composizione corporea, è la loro azione sul miglioramento della sensibilità all’insulina e della tolleranza al glucosio. Alti livelli di insulina infatti accelerano l’invecchiamento danneggiando nervi e cellule, rendendo indispensabile il controllo di questo ormone. Il supporto di queste molecole è fondamentale per il controllo della secrezione di insulina e mantenendo di conseguenza stabile la glicemia.

5) Inoltre questi amminoacidi sono indispensabili per la formazione di un ulteriore importante elemento, la glutammina, la quale ha un ruolo da non sottovalutare nelle capacità digestive.

6) Una buona integrazione di amminoacidi ramificati, soprattutto in tarda età, migliorano la produzione di neurotrasmettitori, aumentando le funzioni cognitive.

Gli amminoacidi ramificati e lo sport

Un paragrafo specifico dobbiamo dedicarlo al ruolo degli amminoacidi ramificati nelleshutterstock_101053654 prestazioni fisiche. L’utilizzo infatti di quest’ultimi è largamente diffuso in ambito sportivo per diversi motivi.

Prima di tutto aiutano ad aumentare la resistenza muscolare bloccando l’ingresso di un altro amminoacido, il triptofano, nel cervello. Questo negli ultimi stadi dell’attività fisica, normalmente entra nel cervello per essere convertito in serotonina, un neurotrasmettitore che trasmette al corpo la sensazione di affaticamento. La valina, l’isoleucina e la leucina non fanno altro che posticipare questa sensazione di stanchezza.

In più sostengono maggiormente la sintesi proteica durante lo sforzo fisico, donano più energia durante gli allenamenti e aiutano il successivo recupero muscolare.

Quali alimenti sono ricchi di queste molecole?

Gli amminoacidi ramificati possiamo trovarli in diversi alimenti, soprattutto di origine animale, come ad esempio nella carne di pollo, di manzo, nel latte, nel pesce, ma anche nei legumi.

Supplemento di BCAA

prot-integrazione1A volte possono essere utilizzati in ambito clinico per far fronte a particolari patologie, legate al fegato o ai polmoni e bronchi.

Inoltre possono essere utili nel recupero da traumi acuti e ustioni. Sicuramente l’uso più rilevante però interessa l‘ambito sportivo per i motivi che abbiamo visto precedentemente.

Una loro integrazione suppletiva potrebbe rivelarsi preziosa per coloro che seguono un’alimentazione vegetariana o vegana, attraverso il quale l’apporto di amminoacidi ramificati è molto povero.

Dott.ssa Carolina Capriolo
Biologa Nutrizionista

PS: Se ti ha colpito l’articolo o vorresti approfondire l’argomento lascia pure un commento qui sotto e dicci cosa ne pensi

Questo articolo ha 8 commenti.

  1. Articolo interessante …quale prodotto meetab consigliate, considerando che soffro di ipotiroidismo….
    Grazie

    1. Buonasera Stefania,
      potrebbe rivelarsi prezioso sia il multivitaminico generale My health, sia il My Calmag, poichè sostengono la tiroide e la aiutano a funzionare a dovere autonomamente e in maniera corretta.

  2. L’articolo è interessante mi piacerebbe capire se dopo i 60 anni si possono utilizzare e se si in quale modalità visto che l’organismo si impoverisce gradualmente e anche con una buona alimentazione fatica ad assimilare, GRAZIE

    1. Buonasera Anna,
      è possibile prendere gli amminoacidi ramificati anche dopo i 60 anni, per quanto riguarda le modalità, dipende da quanti allenamenti fisici vengono effettuati, solitamente si possono assumere, nei giorni di allenamento, 1g di amminoacidi ramificati ogni 10 kg di peso (se si parla di integrazione suppletiva). Attraverso l’alimentazione si ha un buon apporto di questi elementi mangiando carne, pesce e legumi, nel caso in cui facesse fatica ad assimilarli dal cibo le linee di comportamento attuabili possono essere due:
      – Agire sullo stomaco migliorando la sua capacità di assimilazione delle varie sostanze, tra cui anche gli amminoacidi ramificati, assumendo un integratore a base di glutammina.
      – Integrare con degli amminoacidi in forma libero (che comprendano anche quelli ramificati), in modo da fornire al corpo un “corredo” amminoacidico completo.

  3. I BCCA devono essere presi prima o dopo l’allenamento con i pesi?
    In quale quantità, con peso corporeo Kg 70.
    Possono essere presi anche nei giorni di non allenamento?
    Devono essere presi a digiuno o anche con frutta?
    Sto seguendo un’alimentazione (datami da un medico naturopata) con esame effettuato tramite bioempedometria piuttosto alcalina:Mangio proteine animali (carne, pesce,uova) solo a cena, gli altri pasti (colazione, pranzo e 2 spuntini) consistono in frutta, verdura, legumi pasta o pane integrali.
    Grazie per eventuale risposta.
    Distinti saluti

    1. Buonasera Luciano,
      E’ possibile prendere i BCCA sia prima che dopo l’allenamento (prima aiuta il corpo ad avere più energie durante l’allenamento, dopo aiuta il corpo a ricostruire i tessuti muscolari microlesionati). Per quanto riguarda il dosaggio: si possono assumere 1g di BCCA per 10kg di peso, quindi nel suo caso 7g (da suddividere prima e dopo l’allenamento). Sarebbe meglio non assumerli tutti i giorni (questo dipende quindi da quanti allenamenti si effettuano a settimana, se ci si allenasse tutti i giorni ipoteticamente, sarebbe meglio alternare il consumo di BCCA).
      Possono essere presi con la frutta o con la frutta secca (è una buona alternativa alla frutta come spuntino).

  4. sono vegetariano posso prenderli? in piu ho la rendenza all emiglobina alta posso? grazie

    1. Buonasera Stefano,
      può prenderli anche se vegetariano, anzi a maggior ragione potrebbero rivelarsi preziosi da aggiungere ad una dieta priva di fonte proteica animale. Anche per quanto riguarda i valori dell’emoglobina, non è un problema.

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