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Assumere integratori: che cambiamenti comporta?

Assumere integratori: che cambiamenti comporta?

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Cosa ci spinge ad assumere integratori?

Quando manifestiamo dei disturbi cronici, o peggio ancora, delle malattie croniche, spesso la causa d’origine è da ricondurre anche alla mancanza di alcuni nutrienti specifici; carenze che alla lunga influiscono enormemente sulla condizione del nostro metabolismo. Infatti tali mancanze possono interferire, rallentare o addirittura bloccare alcune vie metaboliche determinando degli squilibri biochimici, più o meno gravi, che si riflettono direttamente poi sulla nostra salute attraverso la manifestazione di alcuni problemi o fastidi.

E’ dunque la presenza di carenze specifiche di nutrienti e la presenza di disturbi cronici che portano l’individuo ad assumere integratori alimentari, con lo scopo di colmare tali mancanze e di migliorare la condizione di salute generale del nostro corpo.

I cambiamenti che osserviamo subito

Premesso che a seconda del problema di partenza, e della carenza specifica che ci interessa, l’integrazione da attuare deve essere altamente diversificata e personalizzata, è logico che anche i cambiamenti, che osserveremo in seguito all’assunzione di integratori, saranno differenti.

Alcuni cambiamenti però sono più comuni e si osservano più frequentemente, affrontiamoli assieme per essere consapevoli e preparati al meglio:

1) Miglioramento delle energie: un fattore assumere integratoripositivo che si avverte subito è l’aumento consistente delle energie, ci sembra infatti di avere una maggiore capacità a concentrarci, a svolgere attività fisica e la stanchezza si riduce notevolmente. Fornendo al corpo un maggior numero di nutrienti, per altro specifici per riavviare e velocizzare quei processi metabolici che erano rallentati dalle varie mancanze, le reazioni biochimiche e fisiologiche che avvengono nel nostro organismo si ottimizzano.

2) Cambiamento della funzione intestinale: la nostra capacità di andare di corpo si può modificare. Questo significa che potrebbe anche non regolarizzarsi in maniera automatica in corrispondenza dell’inizio dell’integrazione, il corpo ha bisogno di tempo per iniziare a “carburare” e a gestire il cambiamento. Ciò si traduce ad esempio in un rallentamento iniziale della motilità intestinale, per chi magari è abituato ad essere molto regolare, o al contrario in un maggior movimento dell’intestino. Bisogna portare pazienza e aspettare qualche settimana perché la condizione si riassesti e ritorni alla regolarità; fattore importante da non sottovalutare, è l’associazione sempre di una corretta alimentazione per favorire la giusta regolarità.

3) Urine “fluorescenti”: un ulteriore cambiamento che possiamo notare iniziando ad assumere integratori alimentari è il modificarsi del colore delle urine. Queste infatti, rispetto al solito, tendono ad assumere una colorazione gialla più intensa, quasi definibile fluorescente. Non dobbiamo preoccuparci, è un cambiamento innocuo e normale dovuto all’espulsione, attraverso le urine, delle vitamine idrosolubili (che si sciolgono in acqua e che non vengono accumulate nel corpo) che non assumere integratorivengono assorbite dal corpo. Stiamo parlando soprattutto della vitamina B2, o detta Riboflavina.

4) Aumento della diuresi: inoltre, fattore sempre legato alle urine, è l’aumento della frequenza della diuresi. Gli integratori infatti favoriscono tale processo, migliorando il ricambio e la purificazione da tossine e sostanze nocive. Alcuni nutrienti, più di altri, hanno un effetto maggiormente depurativo favorendo la minzione.

5) Nausea o gonfiore addominale: questi fastidi, più rari e maggiormente temporanei, o sono legati ad integratori più specifici, che hanno come primo scopo quello di sistemare l’intestino e riequilibrare la flora intestinale, oppure sono dovuti all’assunzione di integratori diversi nello stesso momento della giornata, risultando per il corpo, un cambiamento più consistente. Nel primo caso, il gonfiore va in realtà visto come fattore positivo dovuto all’azione dei nutrienti (spesso fermenti lattici e probiotici) nella risoluzione dei vari problemi intestinali.
Nel secondo caso invece il consiglio potrebbe essere quello di separare nell’arco della giornata per assimilare meglio e senza pesantezza gli integratori consigliati.

Cosa accade se interrompiamo?

Se interrompiamo l’assunzione di integratori, in primis torniamo alla condizione di partenza come apporto di sostanze nutrienti, queste potrebbero quindi essere insufficienti rispetto alle necessità del nostro energiacorpo. Le energie potrebbero nuovamente calare, determinando alle volte mal di testa o giramenti di testa, come se fossimo più deboli del solito.

La sensazione di peggioramento che sentiremmo in realtà non è altro che il ritorno al punto di partenza, non un peggioramento effettivo, una condizione che semplicemente avevamo dimenticato.

Nel tempo, una volta interrotta l’assunzione di integratori, potremmo vedere degli effetti negativi anche sulla regolarità intestinale, questo soprattutto se la funzione intestinale di partenza non era ottimale.

Dott.ssa Carolina Capriolo
Biologa Nutrizionista

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Questo articolo ha 6 commenti.

  1. Buongiorno, esistono dei problemi per il fegato con assunzione di integratori, anche prr la presenza degli additivi? Conviene fare prima analisi per carenza per es di vit D prima di assumerla? Grazie

    1. Buonasera Fabiana,
      Nel caso degli integratori Meetab, non ci sono all’interno additivi che non siano esclusivamente naturali. Condizione fondamentale per un buon integratore è che contenga elementi che noi troveremmo già nel cibo, nulla di estraneo al fisico che non riuscirebbe a metabolizzare o smaltire. Quindi anche in caso di problemi epatici è possibile fare un’integrazione mirata (in base alle varie necessità e seguendo il consiglio di un professionista). Per quanto riguarda l’integrazione di vitamina D sarebbe sempre consigliato fare un controllo ogni sei mesi per misurarne il valore e agire di conseguenza con l’integrazione.

  2. Dott.ssa. Capriolo la volevo chiedere di commentare nel caso di ipervitaminosi e i pericoli sulla salute. Ing. Andrea Apostolou

    1. Buonasera Andrea,
      In caso di ipervitaminosi (un eccesso di vitamine nell’organismo) è possibile presentare alcuni disturbi. Dobbiamo però fare prima una distinzione:
      – per quanto riguarda infatti le vitamine idrosolubili, in caso di dosi eccessive, esse vengono facilmente eliminate attraverso le urine poiché l’organismo non è in grado di metterle in riserva;
      – le vitamine liposolubili invece possono essere immagazzinate e messe in riserva dal fegato e dai tessuti adiposi.

      Fatta questa premessa, ci possono essere due tipi di ipervitaminosi: acuta, quando l’eccessiva quantità di una specifica vitamina viene assunta in un breve periodo di tempo; cronica, quando una specifica vitamina viene assunta a dosi tali e per lunghi periodi da determinarne un progressivo accumulo nei tessuti.
      A seconda del tipo di vitamina, i sintomi possono essere molto svariati (nausea, cefalea, rossore, irritabilità, stanchezza, etc.,) e sono manifestati ad ALTE CONCENTRAZIONI di tossicità, che si allontanano fortemente dalle concentrazioni di un’integrazione di base giornaliera.

  3. buongiorno il mio problema e’ legato da carenza di scorte di ferro (ferritina11,5) vitamina b 12 a 90 altri valori sono normali tengo a precisare che sono diabetico tipo2 e assumo insulina lantus alla sera e dopo i pasti compet-act ho esguito colonscopia senza nessun problema gastroscopia evidenzia mucosa eritematosa il mio medico dice che dovro assumere integratori, qualche consiglio? grazie

    1. Buonasera Giuseppe,
      Premettendo che per la Sua condizione delicata di salute sarebbe necessaria una visita nutrizionale più approfondita, potrebbe rivelarsi utile la glutammina per aiutare a migliorare la condizione della mucosa gastrica (in questo modo si favorisce anche la corretta assimilazione dei nutrienti), la vitamina C per agevolare l’assorbimento e la conseguente messa in riserva di ferro, un multivitaminico bilanciato per coprire le possibili carenze nutrizionali.

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