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Attività fisica e glicemia: che relazione c’è?

Attività fisica e glicemia: che relazione c’è?

Quanto è importante l’esercizio fisico? Scopriamolo assieme

Come funziona il nostro metabolismo?

Usiamo un paragone che abbiamo già sfruttato altre volte: il corpo umano è come una macchina. Cosa serve ad una macchina per funzionare? Il carburante. E cosa serve per funzionare bene? Un buon carburante. Allo stesso modo perché il nostro corpo stia bene, non è sufficiente fornirgli gli alimenti, ma è necessario che siano quelli giusti.

Qualsiasi cosa introduciamo come cibo viene trasformato in zuccheri dal nostro metabolismo per poter svolgere tutte le sue funzioni, tra le quali produrre energia. Ovviamente a seconda di cosa mangiamo, i tempi di conversione e le quantità di quest’ultima variano sensibilmente. Facciamo un esempio: un piatto di pasta o una banana verranno tradotti molto velocemente dal nostro corpo in molta energia, mentre una porzione di carne, o più in generale di proteine, verrà comunque trasformata in zuccheri e sfruttata dal corpo, ma in tempi più lunghi.

E’ bene ricordare che non tutto lo zucchero prodotto viene immesso nel sangue, ma i suoi livelli sono gestiti dall’insulina, un’importante ormone che serve a mantenerli sotto un certo limite. La quantità in eccesso, per non essere sprecata, viene immagazzinata sotto forma di grasso in cellule specifiche.

Quando mangiamo, il picco glicemico (ossia la quantità massima di zucchero presente nel sangue) non avviene subito, ma in media un’ora e mezza dopo il pasto, giusto il tempo che impiega il nostro corpo per metabolizzarlo.
allenamento
Fatte queste lunghe premesse, ti starai chiedendo, “cosa c’entra tutto questo con l’attività fisica?”

Abbassiamo la glicemia!

Sicuramente saprai che fare attività fisica è fondamentale per restare in salute e raggiungere una condizione di equilibrio e benessere. Quello che forse non è così noto è come il movimento abbia anche degli enormi effetti positivi sulla gestione della glicemia e sul miglioramento delle condizioni di insulino-resistenza (la condizione in cui un corpo non è più in grado di produrre le giuste quantità di insulina per gestire i livelli di glicemia).

Questo perché il nostro organismo, sotto sforzo, richiede molta energia, che, come abbiamo visto prima, è fornita dagli zuccheri. Se nel sangue ce ne sono a sufficienza, entrano direttamente nelle cellule muscolari, altrimenti il corpo converte le riserve di grassi fino a raggiungere il livello richiesto.

L’attività fisica è quindi fondamentale anche per diminuire i valori alti di glucosio nel sangue.

Di che tipo di attività fisica si parla?

Alcuni studi dimostrano che non servono sport estremi o esercizi fisici troppo particolari per vedere un’azione benefica sulla glicemia. Può bastare anche un piccolo sforzo come una passeggiata giornaliera di almeno 30 minuti per vedere i primi effetti positivi. Consiglio utile è alternare la tipologia di attività fisica: quella di tipo aerobico (camminata, corsa, aerobica, bicicletta, etc.,) e quella di tipo anaerobico (pesi, piegamenti, esercizi dipesi1 potenza e di sforzo intenso).

Altra buona regola per ottimizzare l’attività fisica e il mantenimento della glicemia a livelli desiderati è quella di svolgere lo sforzo fisico non subito dopo aver mangiato, ma nel momento corrispondente al massimo picco glicemico, ossia circa un’ora e mezza dopo il pasto. Così facendo infatti, lo zucchero, che è presente in elevate quantità nel sangue, entrerà velocemente nei muscoli e questi potranno avere più energia da consumare.

In conclusione, cosa dobbiamo fare per gestire al meglio i livelli di glicemia nel sangue? È sufficiente solo una sana alimentazione? Può bastare solo una corretta attività fisica? Ebbene, entrambe singolarmente apportano dei benefici, ma se abbinate determinano risultati nettamente migliori!

Dott.ssa Carolina Capriolo
Biologa Nutrizionista

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Questo articolo ha 5 commenti.

  1. Grazie al contenuto del suo articolo, dottoressa, finalmente ho capito bene cosa devo fare per tenere sotto controllo la mia glicemia. Ho poco più di ottant’anni, da tempo mi è stato diagnosticato il diabete, che tengo sotto controllo con metformina e dieta. Data l’età naturalmente l’attività fisica è limitata. Non pratico più sport ma mi limito ad una quotidiana passeggiata nell’acqua di 30-40 minuti per mantenere efficace un ginocchio ormai senza cartilagine. Seguirò quanto mi ha fatto sapere sul come tenere sotto controllo il picco glicemico, spostando l’attività fisica a valle del pasto di quei 150 minuti, rovesciando quindi le mie abitudini.

  2. Ho trovato l’articolo interessante mi piacerebbe saperne di più sull’argomento. Purtroppo non posso fare particolari attività fisiche e ho notevoli problemi a camminare per mezz’ora al giorno sarei grata per una dieta mirata ad abbassare il picco glicemico. Ho un principio di diabete mellito. Grazie molte

  3. OTTIME SPIEGAZIONI , FA SEMPRE PIACERE LEGGERLE . GRAZIE.

  4. Buongiorno Carolina,io ho una semplice domanda da porti, io mi alleno la mattina appena alzata a stomaco vuoto o meglio dopo aver bevuto un bicchiere d’acqua, poi per colazione prendo uno yougurt con frutta secca e frutta fresca, a pranzo proteine animali e una piccola parte di carboidrati e la sera legumi.Secondo te questo tipo di alimentazione può andare bene per le giornate in cui pratico sport?

    1. Buongiorno Elisa,
      Bisogna vedere che tipo di allenamento pratichi e quante volte a settimana. Potrebbe servirti anche una porzione di proteine animali a cena per darti più sostanza per la mattina dopo se ti devi allenare, a maggior ragione se lo fai a stomaco vuoto. Per quante volte mangiare legumi, carboidrati come riso/pasta/patate/pane e quante volte proteine e il tipo di quest’ultime, servirebbe avere un quadro un po’ più preciso.

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