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Dermatite da contatto, di cosa si tratta?

Dermatite da contatto, di cosa si tratta?

Come negli ultimi tempi si sono altamente diffuse patologie relative alla digestione e all’intestino, nello stesso modo sono diventate purtroppo estremamente attuali anche quelle malattie e quei fastidi che interessano la pelle.

Se ci pensate infatti ormai è molto comune vedere persone che soffrono di psoriasi o dermatiti dai sintomi molto fastidiosi. Oggi andremo a soffermarci sulla dermatite da contatto.

Di cosa si tratta?

sist immunitario1La dermatite da contatto è un’infiammazione della pelle che insorge a causa di alcune sostanze irritanti o di allergeni (ossia ogni sostanza, solitamente innocua per il fisico, che è in grado di determinare un’allergia).

Il contatto con la sostanza irritante o l’allergene provoca l’inizio di un processo infiammatorio che, nel giro di poco tempo (da pochi minuti fino a 72 ore) scatena una reazione, più o meno intensa a seconda di quanto si è sensibili a tale sostanza, i cui sintomi possono essere: forte prurito e bruciore nella zona interessata, eritema, oppure manifestazioni cutanee più acute come la formazione di vescicole, desquamazioni e piccole ulcere.

Si può arrivare alla diagnosi di dermatite da contatto attraverso l’anamnesi in associazione con lab1l’esame obiettivo e i test allergologici (il patch test).

Solitamente, una volta avuta la diagnosi, tale patologia viene gestita con l’applicazione di creme a base di cortisone applicate alle zone interessate e l’allontanamento dalle cause scatenanti.

Ma se riflettiamo bene questo trattamento risulta una buona gestione dei sintomi dovuti alla dermatite da contatto, ossia della fase acuta, e non una risoluzione vera e propria del problema…scendiamo più in profondità.

Quali sono le cause?

Spesso le patologie che riguardano la pelle, come ad esempio la dermatite da contatto, si sviluppano nel tempo e si pensa che compaiano all’improvviso, ma non è così!

Queste sono in realtà la conseguenza di grosse carenze nutrizionali che ci portiamo dietro inconsapevolmente per anni. Il nostro corpo per funzionare al meglio ha bisogno di numerosissime sostanze, che ricaviamo dalla dieta soprattutto, e quando queste mancano per lungo tempo, il metabolismo ne soffre fino a “presentarci il conto” quando non riesce più a gestire la condizione di deficit.

Esiste infatti una grossa correlazione tra l’insorgenza della dermatite da contatto e una carenza cronicavitamins1 di vitamina D e di vitamina C.

Inoltre un ulteriore fattore legato alla comparsa di tale patologia è lo stress, una condizione fisica che il nostro corpo è in grado di gestire se limitata ad un breve periodo di tempo, cosa ormai molto rara se ci soffermiamo un attimo a guardare le vite frenetiche e iper-stressanti che conduciamo oggigiorno.

Una prolungata fase di stress infatti fa in modo che il metabolismo non riesca ad assimilare nel modo corretto le sostanze necessarie per stare in salute, e produca grandi quantità di ormoni dello stress (adrenalina e cortisolo) che vanno a squilibrare il giusto bilancio biochimico. Questa condizione a lungo andare si rivela deleteria per l’organismo e per il suo benessere.

Infine, punto non meno importante, la dermatite è un importante indicatore di una flora batterica intestinale alterata, che va anch’essa ad alterare la capacità di assimilare correttamente i vari e numerosi nutrienti.

Come possiamo intervenire?

E’ assolutamente importante maneggiare le fasi acute di una dermatite da contatto attraverso l’utilizzo di creme lenitive (anche a base di cortisone se necessario) e allontanare la fonte del fastidio, ma è altrettanto indispensabile affrontare il problema alla radice: constatare se ci sono carenze di macro e micronutrienti da dover colmare, aumentare l’apporto di vitamina C e vitamina D, in quanto rafforzano le nostre difese immunitarie e antiossidanti.

integratore vit1Se la flora batterica intestinale è alterata, aiutare a riequilibrarla attraverso l’uso di probiotici e l’eliminazione degli zuccheri semplici, i quali non solo nutrono la flora “cattiva”, alterando ancora di più la sua condizione, ma sono estremamente pro-infiammatori, quindi acutizzano i sintomi della patologia.

Dott.ssa Carolina Capriolo
Biologa Nutrizionista

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Questo articolo ha 8 commenti.

  1. COME RIUSCIRE A RISOLVERE IL PROBLEMA DELLA DERMATITE ?

    E COSA FARE PER NON INCORRERE IN QUESTO FASTIDIO DI PRURITO.

    1. Buongiorno Angela,

      Come scritto nell’articolo è importante non solo gestire il sintomo, quindi il prurito, ma anche il problema alla radice. Bisogna assicurarsi di sistemare la flora batterica intestinale, attraverso un buon probiotico, gestire bene l’assimilazione dei cibi e quindi dei nutrienti a livello di stomaco e colmare le varie carenze nutrizionali. Altamente consigliato per attenuare i sintomi e gestire anche le carenze è integrare con vitamina C e vitamina D.

    1. Buongiorno Mariano,

      Per quanto riguarda la vitamina D, dipende dai valori osservati nel sangue, possiamo considerare un buon valore di vitamina D uno compreso tra 80 – 100 ng/mL e quindi calcolare di conseguenza l’integrazione da fare per raggiungere tale livello.
      Invece parlando di vitamina C potremmo prenderne tranquillamente 2 – 3g (2000-3000 mg) al giorno (in un adulto).

  2. Buon giorno chiedo cortesemente informazioni quali integratori possono aiutarmi al problema che ho,in passato ho preso immunosopressori per una forma di alopecia (alopecia fibrosante frontale)so che è autoimmune ,per aiutare a far crescere i capelli ,cosa mi consigliate?

    1. Buongiorno Antonio,

      Trattandosi di malattia autoimmune, questo tipo di alopecia va maneggiata come tale quindi possono rivelarsi molto utili quegli integratori che permettono al corpo di gestire l’autoimmunità fino anche a risolverla a volte. Potrebbe rivelarsi utile per lei questo articolo al riguardo: https://meetabacademy.com/malattie-autoimmuni-il-corpo-combatte-se-stesso/
      Vedrà che sono molto utili gli aminoacidi in forma libera, una buona concentrazione di vitamine del complesso B, vitamina D, vitamina C, sali minerali, antiossidanti.

  3. Articolo interessante e mi piacerebbe saperne di più dal momento che ultimamente ne sto soffrendo a causa dello stress… Poi recentemente ho scoperto di avere una insufficienza di vitamina D a seguito di esami del sangue…Quindi può dipendere anche da questo la micosi che ho all’alluce del piede destro. Mai contratte le micosi in vita mia… Come faccio a capire se l’insufficienza della vitamina D dipenda da un mal assorbimento delle sostanze nutritive di ciò che mangio?

    1. Buongiorno Valentina,

      Sicuramente avere un buon sistema di difesa e di riparazione aiuta a non contrarre micosi o a marginarne i danni. Quindi sicuramente una corretta integrazione può rivelarsi preziosa a tal fine. Per quanto riguarda la vitamina D, spesso la sua insufficienza è dovuta ad una somma di fattori, il più importante è l’esposizione solare (che al giorno d’oggi ci vediamo costretti a limitare a causa dei raggi dannosi per la pelle, schermandoli completamente attraverso le creme solari). Un’integrazione suppletiva di vitamina D è caldamente consigliata, a maggior ragione se le analisi riprovano una sua carenza.

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