Il Calcio in menopausa

Il Calcio in menopausa

La fase delicata della menopausa per una donna comporta dei cambiamenti sia fisici che emotivi che influiscono sulla sua vita quotidiana e sulla sua condizione di salute.

Cos’è l’osteoporosi?

L’osteoporosi è una condizione in cui il nostro scheletro si deteriora e si indebolisce, ossia progressivamente la massa ossea si riduce e diviene più fragile. Questo stato comporta poi un aumento dei dolori alle ossa, mal di schiena, schiacciamenti delle vertebre o addirittura fratture.

Cause

Il deterioramento progressivo dell’osso è un peggioramento inevitabile con l’avanzare dell’età, ma la velocità con cui avviene dipende da diversi fattori: predisposizione genetica, l’insorgenza di altre patologie come il diabete di tipo 2 o malattie croniche che interessano i reni, il fumo, l’abuso di alcol e droghe, etc.

E’ possibile quindi fare in modo di rallentare il più possibile tale decorso, ricercando una condizione di salute ottimale e all’equilibrio.

L’osteoporosi in menopausa

Per quanto riguarda la donna, non c’è dubbio che la fase della menopausa incrementi in maniera sostanziale il percorso degenerativo dell’osso. Esiste quindi una forte correlazione tra questo periodo ormonale femminile e l’osteoporosi.

Tale relazione è dovuta al calo brusco dei livelli di estrogeni che si registra durante la menopausa, e questi ormoni svolgono un ruolo cruciale per il nostro scheletro.

Gli estrogeni infatti promuovono il riassorbimento di calcio a livello renale;
favoriscono la conversione della vitamina D, che a sua volta stimola il riassorbimento di calcio e fosforo nell’intestino;
favoriscono l’aumento di calcitonina, un altro ormone che contrasta l’azione del PTH, ormone paratiroideo, deputato alla liberazione del calcio dalle ossa, per renderlo disponibile e circolante nel sangue quando serve;
agiscono indirettamente stimolando la formazione dell’osso.

In altre parole in menopausa, diminuendo gli estrogeni, avremo un minore riassorbimento intestinale e renale di calcio e una maggiore attività degli osteoclasti (quelle cellule deputate alla distruzione delle ossa), con conseguente calo della massa ossea.

Come si può notare, l’elemento ricorrente e molto importante in questo ambito è il calcio, il principale componente delle nostre ossa.

L’importanza del calcio

Il nostro organismo è in grado di assorbire il calcio grazie all’azione di alcuni ormoni, detti fra loro antagonisti, in quanto competono fra loro e agiscono “al contrario”: alcuni ne favoriscono l’assorbimento (calcitonina e vitamina D), altri il rilascio (il PTH).

Solo una piccola quantità del calcio presente nei cibi riesce ad essere assorbito dal corpo; la capacità di assimilare tale elemento dipende da vari fattori, tra questi uno dei più importanti se non il più importante è l’apporto di vitamina D. Buoni valori di questa vitamina infatti permettono un ottimo assorbimento di calcio.

Altri due fattori importanti per migliorare i valori di calcio nel nostro corpo sono 2 aminoacidi: l’arginina e la lisina.

Invece altre sostanze antinutrienti, come i fitati, i fosfati e gli ossalati, contrastano la sua corretta assimilazione.

Il calcio nel cibo

E’ corretto affermare che la donna in menopausa deve assumere molti latticini per migliorare i propri livelli di calcio? E’ veramente il modo migliore? NO!

Valutando il latte e i principali prodotti derivati da esso, è vero che tali alimenti si rivelano delle ottime fonti di calcio, ma è anche vero che presentano un alto contenuto di zuccheri (il lattosio), i quali se assunti in grandi quantità, vanno ad alzare i livelli infiammatori del corpo e possono provocare altri scompensi che in menopausa diverrebbero accentuati (livelli di glicemia e colesterolo alterati, disbiosi intestinale, etc.).

Questo non significa che i latticini vadano completamente eliminati, ma sarebbe consigliato in menopausa limitare il consumo a quelli molto stagionati, che contengono lo stesso alti valori di calcio, ma bassi livelli di lattosio.

E’ comunque fondamentale, in menopausa, assicurare al fisico la giusta quantità di calcio per permettere alle ossa di rimanere in salute e non depauperarsi, e lo si può fare:

1) Attraverso l’alimentazione: consumando non solo formaggi stagionati e yogurt ben fermentati, ma anche molta verdura, cereali integrali, carne e pesce di qualità.
Per quanto riguarda invece i legumi, pur presentando un buon contenuto di calcio, questo si rivela in realtà una fonte poco significativa perché poco biodisponibile a causa della presenza di sostanze antinutrizionali (le lectine e i fitati nominati precedentemente).

2) Attraverso una corretta e sana integrazione, scelta in base alle necessità dell’organismo.

Dott.ssa Carolina Capriolo
Biologa Nutrizionista

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