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Non solo junk food: gli USA e la passione per lo stile di vita healthy

Non solo junk food: gli USA e la passione per lo stile di vita healthy

junk foodGli States hanno impresso nell’immaginario collettivo una cultura alimentare disastrosa, diffusa dalla cucina fast food che prevede alimenti grassi, fritti e quasi esclusivamente di origine animale, il tutto accompagnato da porzioni extra di bevande zuccherate e gassate.

E sì, questo è assolutamente vero. Ma non è propriamente la norma. Quella americana è una cultura detta “meltin pot”, frutto di un miscuglio eterogeneo di tante culture e tante provenienze che convivono insieme da secoli. Per questo, a seconda di dove ci si sposta, le abitudini alimentari variano di molto, nonostante gli USA siano considerati i padri fondatori della cultura del cibo spazzatura, ovvero Junk Food.

I dati presentati da Alanna Moshfeg, nutruzionista americana, riferiti però al 2010 sono allarmanti: tra i bambini, il 43% mangia dolci complessi tutti i giorni come biscotti e torte, mentre il 32% afferma di mangiare salatini e patatine quotidianamente. Se questi sono solo piccoli numeri di una vastità di dati numerici cui possiamo far riferimento, il quadro è già drammatico in partenza. Da questo studio emerge come la piramide alimentare americana veda al primo posto l’hamburger, quello appunto del fadt food. Le ragioni di un siffatto stile alimentare dipendono forse da ragioni economiche, come osservato in questo articolo. Il costo troppo elevato del cibo sano, sarebbe quindi una prerogativa delle famiglie benestanti.

Il piano alimentare quinquennale per lo stile di vita healthy

junk food

In base a queste tendenze poco salutari, il Governo necessita di monitorare la salute dei propri cittadini in maniera attenta e controllata, motivo per cui ogni cinque anni viene varato un piano alimentare volto a ridurre le malattie derivanti da alimentazione incontrollata come quelle cardiovascolari, ipertensione, diabete, obesità ecc…

Nelle raccomandazioni emanate a gennaio dello scorso anno il consumo di zuccheri aggiunti è stato condannato ad un ribasso del 10% della GDA mentre quello di sodio si è abbassato ad un limite di 2,3 grammi quotidiani. Manca però un controllo sui consumi di carne, specialmente quella rossa, consumata molto di frequente negli USA.

Sta di fatto che il Governo sia costantemente impegnato a contrastare l’obesità, specialmente quella infantile, motivo di grossi interventi economici sulla spesa pubblica e sulle modalità di diffusione di informazione in materia. Nulla sembra però fatto circa il livellamento dei prezzi e dei mercati per risolvere il problema del costo elevato di vegetali e fibre.

Le industrie alimentari statunitensi sono molto potenti

…e frenano talune scelte alimentari, quando queste intaccano i loro mercati. Per questo le correnti di pensiero “healthy” hanno intrapreso la strada opposta alle imposizioni di mercato, diffondendo uno stile di vita salutare che, sebbene con qualche difficoltà, inizia da qualche anno a prendere piede e a motivare la popolazione a controllare la propria alimentazione. Lo spostamento di coscienza si è orientato verso un minor consumo di carni rosse in favore di proteine come noci e pesce, secondo una dieta media di duemila calorie giornaliere. Sono stati i social netwrok a spingere questi orientamenti. Grossa parte del lavoro la compiono i grandi marchi, soprattutto quelli del settore beaty e sport.

Il mercato che trasforma le abitudini

junk foodSe da noi è tutto un fiorire di alimenti “free” da olio di palma, glutine, zuccheri aggiunti ecc… Negli States la tendenza ha preso il via attraverso il fitness e i modelli di bellezza come obiettivi di salute.

In questo contesto la strada dell’informazione designata a questo percorso informativo riguarda soprattutto il web, ed in particolare Instagram. Grazie a taluni esempi di bellezza, replicati in show televisivi, reality e di infotainment, la bellezza come canone ha preso il volto di testimonial amati e seguiti soprattutto dai giovani. Ciò che infatti sembra guidare questa fitness-tendenza è non la completezza alimentare dell’organismo ma, bensì, la forma fisica canonica da raggiungere tramite un’alimentazione ultra-proteica.

Cosa conta per essere belli?

Un corpo muscoloso, che prediliga una dieta fortemente proteica. Essere asciutti o obesi rientra nella normalità. Ciò che davvero conta per essere in linea con i canoni estetici statunitensi è una forma fisica piena, tondeggiante e assolutamente tonica.

Per le donne l’obiettivo è quello di avere fianchi stretti e glutei pronunciati, motivo per cui molta attenzione è dedicata all’esercizio delle gambe col fine di incrementarne la massa. Per gli uomini è importante non essere snelli ma possenti, con spalle larghe e gambe muscolose. Tutto ciò si traduce in un alto consumo di alimenti come pollo, uova, noci e avocado, presenti in tutte le foto di Instagram degli influencer a stelle e strisce. Molto in voga anche la revisione di talune ricette anglofone come il porridge o il pancake, riviste in chiave light e che prevedano l’impiego di formaggi light, farine integrali e, soprattutto, assenza di burro e zucchero.

Se dovessimo operare un confronto tra il nostro e il loro stile di vita alimentare, direi francamente che bisogna decisamente prediligere il nostro, di stampo mediterraneo. Olio d’oliva, cinque porzioni di frutta o verdura e acqua fresca, sono quanto di migliore si possa donare all’organismo. Se un giorno aveste voglia di pancake, una volta tanto è concesso, chiaramente!

(Grazie a Francesca Marcon e Carolina Capriolo per il loro contributo)

Silvia Ciuffetelli
Sport-Addicted

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