Realtà aumentata e sport: come si conciliano?

Realtà aumentata e sport: come si conciliano?

realtà aumentata Quanto ne sapete di realtà aumentata? La scienza e la tecnologia incalzano così velocemente che c’è da rimanere sbigottiti dinanzi a tanta maestosa conoscenza. In ambito di fitness e sport, mi capita spesso di notare che il calcio sia la leva più innovativa circa le tecniche di allenamento e di innovazione per il miglioramento delle performance. Ed è proprio questo il caso in cui la tecnologia abbinata allo sport diventano un binomio davvero interessante, cioè il caso dell’Hoffenheim.

Realtà aumentata e calcio

realtà aumentata La squadra tedesca della Bundesliga ha implementato le tecnologie di realtà aumentata per potenziare l’allenamento fisico e psicologico dei giocatori grazie ai sistemi SAP, ovvero applicazioni tecnologiche indoor abbinate ai concetti di gamification e di sviluppo dei sensi grazie all’immersione in una realtà parallela, cioè virtuale. Ciò che un utente vede indossando dei sensori, non è la stanza in cui si trova fisicamente ma una realtà costruita in tutto e per tutto simile a quella tangibile.

Realtà aumentata e l’Internet delle Cose

realtà aumentata Realtà aumentata e virtuale fanno parte di quell’emisfero in fortissima ascesa che gli esperti chiamano l’Internet delle Cose (Internet of Things) che combina ciò che è reale e ciò che è digitale grazie all’utilizzo di dispositivi tecnologici. Se da un lato abbiamo smartwatch, app per monitorare le nostre performance del fitness e informazioni sul nostro corpo in tempo reale a portata di smartphone, dall’altro lato c’è l’applicazione di queste novità per potenziare l’allenamento, lavorare sul concetto di gioco come perno di apprendimento e la trasformazione della realtà virtuale in un vero e proprio campo da allenamento.

La realtà aumentata per l’Hoffenheim

realtà aumentata In particolare, appunto, l’Hoffenheim ha presentato di recente il tour SAP Hybris. Si tratta di un progetto che schiera la tecnologia come leva di allenamento per la mente e che ha l’obiettivo di potenziare la rapidità d’azione del professionista in campo. L’allenamento cui sono sottoposti i professionisti non è quindi fisico ma mentale, perché punta a sviluppare le leve dell’inconscio che fanno prendere decisioni improvvise ed istintive. Va notato che questo tipo di approccio non è assolutamente dannoso per gli atleti e che sfrutta i meccanismi della gamification per divertire e intrattenere durante una vera e propria sessione di allenamento mentale.

Tutto ciò si ripercuote positivamente sul potenziamento del campo visivo, dell’agilità e della velocità mentale da mettere in atto durante una partita, quando la pressione psicologica è significativa e una maggior consapevolezza mentale di sé può letteralmente ribaltare il risultato di un match. Io trovo tutto ciò affascinante e significativo. Tu cosa ne pensi? Meglio la classica corsa intorno al campo? Mi lasci un tuo parere?

 

Silvia Ciuffetelli

Sport-Addicted

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Questo articolo ha 4 commenti.

  1. Anche se è difficile immaginare un allenamento virtuale di questo tipo, trovo affascinante questa novità. Ho giocato a calcio per anni con allenamenti tradizionali e quindi abbinare anche questo tipo di attività mi sarebbe piaciuto.

  2. Io credo che prima delle varie tecnologie va praticata la consapevolezza corporea. Un tutt’uno coscienza corpo o in altre parole una linea diretta mente corpo che se coltivata porta ad una super padronanza di se stessi sia nella vita ordinaria sia nella pratica sportiva. Cortesemente.

  3. Finalmente si agisce sulle vere capacità umane che spesso rimanevano a ristagnare nella sfera inconscia.È davvero fenomenale mettere la tecnologia avanzata al servizio dell’uomo.La
    umanità sta compiendo passi da gigante.

  4. Non ci credo sono scettico. E poi abbiamo visto icone i giocatori della nazionale tedesca, che hanno implementato la realtà aumentata, sono stati sconfitti nell’incontro di calcio dal Messico nel campionato mondiale in Russia

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