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Carnitina, perché è importante?

Carnitina, perché è importante?

Sicuramente avrete sentito parlare dell’importanza della carnitina, in correlazione alla produzione di energia e quindi spesso in ambito sportivo con lo scopo di aumentare e migliorare le prestazioni. Studiamone un po’ le caratteristiche.

Cos’è la carnitina?

La carnitina è una molecola che viene sintetizzata a partire da due aminoacidi, la lisina e la metionina. Non è un vero e proprio aminoacido poiché non va a formare proteine, ma ha altrettante funzioni fondamentali che vedremo tra poco.

La troviamo in quantità maggiori nei tessuti animali, non a caso è stata scoperta proprio da un estratto di carne bovina, negli anni ’20, ed è per questo che prese il nome di carnitina. In quantità inferiore è presente anche nelle piante. Il nostro stesso organismo è in grado di produrre questa molecola, soprattutto nel fegato e a livello renale.

Quali sono le sue funzioni?

La carnitina riesce a legarsi, tramite un legame ad alta energia, agliaminoacidi acidi grassi; una volta legata a questi è in grado di trasportarli all’interno di organelli presenti nelle cellule, detti mitocondri, i quali assumono un ruolo primario nella produzione di energia. Una volta raggiunti i mitocondri gli acidi grassi vengono sfruttati per essere convertiti in energia. Da soli quest’ultimi, per conformazione strutturale, non sarebbero in grado di entrare nei mitocondri, ecco perché la carnitina è fondamentale per la produzione di energia a livello cellulare.

La sua principale funzione motiva il fatto che questa molecola si trovi ad alte concentrazioni in organi dove è fondamentale che i mitocondri delle cellule possano produrre molta energia, ossia i muscoli, il cuore, i reni e l’intestino.

Spesso la carnitina, nella specifica forma di L-Carnitina, viene usata dagli sportivi, insieme ai 20 aminoacidi, per la produzione di energia, ma risulta anche fondamentale per stimolare il metabolismo dei grassi, poiché ne permette la demolizione.

Quali cibi sono ricchi di carnitina?

Come anticipato poco fa gli alimenti più ricchi di questa molecola sono i cibi di carne 1origine animale, ossia la carne e i latticini.

E’ anche vero però che esistono alcune fonti di carnitina molto valide che sono vegetali. Queste sono il tempeh, un alimento derivato dai semi di soia molto fermentati, e l’avocado, un frutto tropicale, le cui caratteristiche nutrizionali sono molto particolari e si allontanano da un tradizionale frutto. L’avocado infatti è poverissimo di zuccheri e ricco invece di grassi buoni.

Sue carenze

Vista la bassa concentrazione di carnitina nei vegetali, di solito chi registra maggiori carenze di questo nutriente sono coloro che seguono una dieta vegetariana o vegana. Forti mancanze possono determinare stati di stanchezza cronica.

Esiste anche un deficit sistemico(ossia che colpisce l’intero sistema “corpo”) di carnitina dovuto ad una rara mutazione genetica. Questa sindrome è caratterizzata da un quadro clinico grave e progressivo contraddistinto da cardiomiopatie*, miopatie scheletriche* ed ipoglicemie*.

E’ sufficiente da sola?

vitamina b 1Ci sono però altre sostanze che sono di estrema importanza per la produzione di carnitina. Queste sono ad esempio la vitamina C, il ferro, e tutte le vitamine del complesso B (soprattutto la vitamina B6 e B3).

Non bisogna dimenticare che, come detto all’inizio, questo derivato si forma a partire da due aminoacidi, la lisina e la metionina, la cui presenza è altresì fondamentale.

Di conseguenza perché un metabolismo possa raggiungere l’equilibrio e possa produrre le giuste quantità di carnitina, è essenziale fornire al corpo tutti quegli elementi che ne permettono la formazione.

Inoltre non bisogna escludere la possibilità di integrare con la carnitina stessa per aiutare il corpo a riattivare il metabolismo.

GLOSSARIO

* Cardiomiopatie: Le cardiomiopatie costituiscono un gruppo eterogeneo di malattie del miocardio (cuore), che attraverso lo sviluppo di disfunzioni elettriche e/o meccaniche a carico del muscolo cardiaco determinano scompensi cardiaci.
*Miopatie scheletriche: Sindromi o malattie dominate da alterazioni in senso anatomico, fisiologico, biochimico di cellule o del tessuto interstiziale dei muscoli scheletrici.
*ipoglicemie: Stato patologico determinato da un livello di zuccheri nel sangue eccessivamente basso.

Dott.ssa Carolina Capriolo
Biologa Nutrizionista

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Questo articolo ha 4 commenti.

  1. Per quanto riguarda le problematiche inerenti i disturbi del sonno, gradirei sapere qual’e l’approccio comportamentale piu coretto, nonch’ a livello di integrazione (Meetab); il problema e’ risolvibile?

    1. Buonasera Piergiorgio,
      I disturbi legati al sonno possono essere motivati da differenti fattori, a seconda dei quali la modalità d’azione, di conseguenza, può essere variabile. Potrebbero esserci alla base delle carenze specifiche, oppure condizioni di stress che il fisico fatica a maneggiare nella maniera corretta. Quello che può essere utile in maniera univoca è di sfruttare quegli elementi che conciliano il sonno o portano l’organismo in fase di rilassamento: stiamo parlando ad esempio del magnesio (per il rilassamento muscolare), di piante adattogene (per abbattere i livelli ormonali dello stress), di alcuni aminoacidi, come la glutammina (che mandano il corpo in fase riparativa e quindi di rilassamento). Inoltre potrebbe rivelarsi utile fare cene più leggere o di facile digestione, lasciar intercorrere almeno 2 ore prima di coricarsi, dall’ultimo pasto e magari sfruttare infusi e tisane mio rilassanti: malva, valeriana, passiflora ne sono un esempio.
      Un caro saluto

  2. articolo interessante e ben fatto,concreto e semplice allo stesso tempo.mi sono posto sempre questa domanda,ma non sono mai riuscito a trovare risposte in merito…assumo Lcarnitina,fortunatamente il mio corpo la assimila perfettamente..mentre se assumo la formula acetata la Acetyl carnitina,ho una sensazione di nervosismo a livello motorio quando vado a dormire…non capisco la ragione.Grazie nell’eventualità di una risposta.

    1. Buonasera Dario,
      una possibile ipotesi alla reazione che ha avuto assumendo l’acetil L-carnitina è che questa forma di carnitina sostiene la sintesi di neurotrasmettitori importanti come l’acetilcolina, la quale è implicata nel creare il potenziale d’azione a livello della fibra muscolare per permettere di conseguenza la contrazione del muscolo.

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